Fluxus - Bz Akira Santjago







Alle voci lo Psicoterapeuta Mauro Scardovelli e la Dottoressa Erica Poli

"Se vuoi cambiare il mondo devi iniziare dal tuo paese.
Se vuoi cambiare il tuo paese devi iniziare dal tuo villaggio.
Se vuoi cambiare il tuo villaggio devi iniziare dalla tua casa.
Se vuoi cambiare la tua casa devi iniziare da te stesso."
(Aforisma Cinese )

"la gioia e la felicità non si realizzano mediante uno sforzo. La creazione nasce dallo sforzo o piuttosto dalla cessazione dello sforzo? Quand'è che si scrive, si dipinge o si canta? Quand'è che si crea? Non c'è dubbio: quando non ci si sforza di farlo, quando si è completamente aperti, quando a tutti i livelli si è in comunicazione totale, completamente integrati. Solo allora c'è gioia e si può dunque cantare o comporre una poesia o dipingere o dare forma a qualcosa. Il momento della creazione non nasce dalla lotta. Forse, se afferriamo la questione della creatività, saremo in grado di comprendere cosa intendiamo per sforzo. La creatività è il risultato di uno sforzo? Siamo consapevoli nei momenti in cui siamo creativi? Oppure la creatività è una sensazione di totale dimenticanza di sé, quella che si prova quando non c'è tumulto, quando si è del tutto inconsapevoli del movimento del pensiero, quando c'è solo completezza, pienezza, ricchezza dell'essere?" Jiddu Krishnamurti

"Ricorda amico mio, quel che conta non è ciò che avviene, ma come lo affronti, la tua attitudine mentale determina ciò che tu ne fai, un trampolino di lancio o un ostacolo;" Bruce Lee

Fluxus, termine latino che allude ad uno stato di continuo cambiamento, nelle intenzioni di Maciunas doveva operare per "bandire l’estenuazione intellettuale borghese, la cultura professionale e commercializzata, l’arte morta, l’imitazione, l’arte artificiale, astratta", a favore di un’“anti-arte, un’arte vivente";

Ci sono, tuttavia, alcuni punti comuni nella maggior parte delle opere Fluxus: 1. internazionalismo; 2. sperimentalismo; 3. intermedialità; 4. minimalismo o concentrazione; 5. tentativo di risolvere la dicotomia di arte e vita; 6. implicazionalità; 7. danza o scherzi; 8. effimero; 9. specificità.

«la cosa più importante di Fluxus è che nessuno sa cos'è». Detto questo le conclusioni possono spingersi oltre visto che «qualunque cosa si dica di Fluxus è probabilmente vera in un modo o nell’altro, o, se non è ancora vera, senza dubbio lo sarà un giorno o l’altro. Allo stesso modo, qualunque cosa si dica di Fluxus può essere in un modo o nell’altro falsa».

L’essenza della teoria situazionista sa di non essere realizzabile immediatamente, né completamente. Sa anche che all’interno della propria visione dell’esistenza liberata, c’è quel verminaio di utopie che un giorno l’altro faranno volare in pezzi la falsa coscienza sociale che sta alla base dello Spettacolo.

Una vita sociale liberata non sarà possibile finché i messaggeri delle stelle e i passatori di confine non diventeranno flussi di disobbedienza civile e (insieme a chi lo vuole) mostreranno che la bellezza, come la verità, è negli occhi di chi guarda e nel coraggio di restituire gli schiaffi che intere generazioni hanno ricevuto per secoli in nome del loro FALSO dio (che non è certo l'Universo, Padre del Cristo, Universo Sufi e Buddhista Zen) e dello Stato.

Non c'è niente che possa sconfiggere lo sguardo di un poeta né comprare il sorriso di un bambino. La nascita di una nuova umanità sarà inaugurata dall'era dei liberi creatori.

Gabriele D'Annunzio – continua Hakim Bey – decise di assediare la città di Fiume in Jugoslavia per annetterla all'Italia, ma Mussolini non accettò e quindi D'Annunzio dichiarò l'indipendenza di Fiume. Così il poeta vate e uno dei suoi amici anarchici scrissero la costituzione che dichiarava che la Musica dovesse essere il principio centrale dello Stato. La Marina, formata da disertori e anarchici si chiamò Uscochi, in memoria dei Pirati che un tempo scorrazzavano in quelle acque.

I dannunziani Uscochi realizzarono alcuni colpi clamorosi saccheggiando ricchi mercantili italiani per dare un futuro economico alla Repubblica di Fiume. Artisti, avventurieri, anarchici, fuggitivi e rifugiati iniziarono ad arrivare in massa a Fiume. Era una continua festa – scrive Hakim Bey – ogni mattina D'Annunzio leggeva una poesia e alcuni proclami dal suo balcone, ogni sera un concerto seguito da fuochi d'artificio. Dopo diciotto mesi, quando il vino e i soldi finirono e la flotta italiana arrivò e lanciò qualche proiettile contro il palazzo municipale, nessuno ebbe l'energia per resistere. Fiume fu l'ultima delle Utopie Pirate e l'unico esempio moderno di T.A.Z.

Hakim Bey è un anarchico sufi ANTIFASCISTA, fa un esempio storico di Zona Temporanea Autonoma che è esistita in quel periodo; nella videomusica si parla di società musicale e società musicale interna; la Costituzione di quella Zona Temporanea Autonoma si basava appunto sulla Musica.

"Non manco mai di meravigliarmi di quante persone non siano in grado di distinguere un modello di pensiero da un esempio che ne rappresenta, inevitabilmente, solo una parte. Sganciatevi dalla prigionia della parola chiave, fatelo un tentativo di dimostrare che avete qualche neurone in funzione, provate almeno a riflettere per trenta secondi prima di gettarvi in una mischia del tutto immaginaria."

"Takezo, ora che sei rinato, hai bisogno di un nuovo nome, ti chiamerai Miyamoto. Cambierai anche il prenome. Leggerai gli ideogrammi del tuo nome in modo da leggere Musashi e non più Takezo. Tutto conviene sia nuovo, dato che sei rinato." E Musashi disse, posando la mano sull’elsa: "Sono morto e rinato. Giuro di fare risoluti passi in avanti sulla via della conoscenza e della perfezione, ho appena imboccato la strada che intendo percorrere. Ora posso fare assegnamento solo sulla mia spada. Vivrò a norma della sua legge, la considererò come la mia anima. Imparando a padroneggiarla, cercherò di migliorare me stesso, onde divenire un migliore e più saggio essere umano. Io seguirò la Via della Spada (Kendo) e non avrò alcun maestro. Io sarò maestro di me stesso, lo giuro"

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